Al Teatro La Cupola di San Teodoro ,mercoledì 31 agosto alle ore 21:30, l’imperdibile concerto intitolato “Classic in Jazz.

San Teodoro: Classic in Jazz nasce da un’idea dei direttori  artistici  dell’Associazione “Musiklab Academy”  Maria Antonietta Di Nardo, Mariano Meloni dell’Associazione  Culturale  “ADC – Orchestra Filarmonica della Sardegna” e Stella Sanna dell’Associazione Culturale  “J.S. Bach”   con l’intento di trovare una nuova formula  di esposizione della musica così detta colta, con la finalità  di avvicinare ed educare all’ascolto e alla conoscenza dell’immenso patrimonio culturale della musica classica, un  pubblico sempre più  eterogeneo.

In passato  e ancor oggi, grandi interpreti del Jazz hanno utilizzato e rielaborato composizioni celebri  del repertorio classico. Tra i più conosciti citiamo improvvisazioni su brani di  Bach, Mozart , Debussy  ma anche  tanti altri.  Nel web si ha la possibilità di ascoltarne diversi esempi.

Il progetto Classic in Jazz si sviluppa prima attraverso l’esecuzione originale del brano e successivamente, come una fusione, con l’esposizione e la rielaborazione dello stesso  in chiave jazz.

Far conoscere e dare una visione a tutto tondo delle due epoche musicali è la Mission del progetto .

Fondamentalmente, in entrambi gli stili,  le regole compositive seguono schemi ben precisi portando, nei secoli, ad un’evoluzione e affinamento delle stesse.

Una chiave di lettura  diversa per scoprire , rivalutare  e conservare nella memoria la grande bellezza e ricchezza  lasciataci dai grandi del passato.

Percorrendo le varie epoche e stili  si potrà, progressivamente, percepire la crescita del linguaggio musicale attraverso i secoli fin giungere  a noi.

In scaletta,  in un ensamble composta dalla pianista Stella Sanna e dagli  Open Island  Trio ( Gianpaolo Selloni al pianoforte, Pierluigi Manca al contrabbasso e Paoletto Secchi alla batteria), pensata appositamente per il quinto Festival di Musica in Crescendo, verranno proposti brani tratti dal grande repertorio internazionale della musica classica, esposti nella loro forma originale e rivisitati in chiave jazz che, come  sottolinea Maria Antonietta Di Nardo, direttrice artistica e organizzatrice della manifestazione “Musica in Crescendo”, “… sapranno arrivare diritto al cuore dello spettatore ed essere tangibile testimonianza del glorioso passato di cui siamo fieri trasmettitori alle generazioni di oggi, domani e  future”.

musicisti classici

Fotomontaggio di musicisti classici.
Da sinistra a destra in alto: Antonio VivaldiJohann Sebastian Bach,Georg Friedrich HändelWolfgang Amadeus Mozart,Ludwig van Beethoven;
seconda fila: Gioachino RossiniFelix Mendelssohn,Frédéric ChopinRichard WagnerGiuseppe Verdi;
terza fila: Johann Strauss IIJohannes BrahmsGeorges BizetPëtr Il’ič ČajkovskijAntonín Dvořák;
ultima fila: Edvard GriegEdward ElgarSergei RachmaninovGeorge GershwinAram Il’ič Chačaturjan

DUE NEWS SUL JAZZ:

Il jazz si sviluppa agli inizi del XX secolo a New Orleans, Louisiana.

La cittadina costituiva un ribollente crogiolo etnico: prima di dominazione francese, poi spagnola, era diventata parte degli Stati Uniti con il “Louisiana Purchase” del 1803.

Il jazz si afferma subito come sintesi tra numerose culture musicali, europee (musica per banda militare) e africane (percussione, ritmo).

I principali elementi del jazz sono due: ritmo e improvvisazione.

Caratteristica peculiare della musica jazz è l’improvvisazione la quale, partendo dalla semplice variazione sul tema iniziale, ha assunto via via sempre maggiore importanza. Nella forma che fu chiamata “free jazz” e che ebbe il suo periodo d’oro negli anni sessantasettanta, il tema poteva anche scomparire in esperimenti che venivano chiamati “improvvisazione totale collettiva”.

Sin dai primi tempi il jazz ha incorporato nel suo linguaggio i generi della musica popolare americana, dal ragtime, al blues, alla musica leggera fino alla musica colta, soprattutto statunitense. In tempi più recenti il jazz si è mescolato con tutti i generi musicali moderni anche non statunitensi, come il samba, la musica caraibica e il rock. (fonte wikipedia)

DUE NEWS SULLA CLASSICA:

Col termine musica classica ci si riferisce alla musica colta, sacra e profana, composta o avente radici nel contesto della cultura occidentale. Essa abbraccia approssimativamente un arco di tempo che comincia dall’XI secolo e si estende fino alXX secolo o, a seconda delle convenzioni, fino all’età contemporanea. Tale periodo include, in particolare, il periodo caratterizzato dallo sviluppo e impiego prevalente dell’armonia tonale, codificata tra il XVII e il XIX secolo. In contesti più specializzati il termine “musica classica” può essere anche riferito, in senso più restrittivo, al periodo musicale dettoClassicismo, ma nel linguaggio comune l’espressione è intesa nel suo significato più esteso (in opposizione a musica leggera o a musica popolare).

I confini della categoria sono sfumati e opinabili, in quanto il marchio di classicità viene in genere assegnato dai posteri; dunque, ciò che oggi si definisce “classico” non lo era necessariamente ai tempi in cui venne composto. In particolare, a seconda dei contesti il concetto di “musica classica” può includere o no la musica colta contemporanea. L’indicazione di “musica classica” in riferimento alla musica colta europea appare agli inizi del XIX secolo, allo scopo di “canonizzare” il periodo che va da Johann Sebastian Bach a Beethoven, passando per Mozart e Händel, come l’epoca d’oro della musica e i primi riferimenti a tale utilizzo, secondo quanto riportato nell’Oxford English Dictionary, risalgono intorno al 1836.

Una caratteristica importante della musica colta europea è l’abbandono della tradizione orale e l’introduzione di un sistema di notazione musicale, sviluppato gradualmente a partire dal IX secolo.

Nel corso del tempo l’improvvisazione e l’ornamentazione estemporanea o ad libitum, di uso comune fino al XVII e XVIII secolo, hanno gradualmente perso spazio nell’esecuzione del repertorio scritto, nel quale la volontà del compositore, trasferita nella notazione, viene interpretata nei limiti della composizione stessa, senza più concedere spazio a modifiche arbitrarie della musica da parte degli esecutori.(fonte wikipedia)